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Denunciò Eurostar "spezzati", Viene licenziato da Trenitalia

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Da Repubblica.it

 

L'azienda allontana Dante De Angelis, leader storico dei macchinisti e Rls

Fs: "Ha diffuso notizie infondate e pretestuose, procurando un allarme ingiustificato"

Denunciò Eurostar "spezzati"

Viene licenziato da Trenitalia

Lavoratori sul piede di guerra. L'uomo era già stato mandato via e poi reintegrato

Lui: "Mai accusato nessuno su quell'episodio, ma la sicurezza è un problema aperto"

 

 

ROMA - Due treni spezzati nel giro di otto giorni che provocano una polemica accesa tra l'azienda e i lavoratori. La notizia degli incidenti viene divulgata da Dante De Angelis, leader storico dei macchinisti e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, che mette in guardia sulle condizioni dei convogli Fs. La reazione arriva il giorno di Ferragosto: Trenitalia licenzia il ferroviere, per via delle dichiarazioni fatte alla stampa. "La notizia mi è stata comunicata il 15 agosto - dice lui - ma non sono ancora in possesso della lettera di licenziamento: è stata notificata in giorni festivi e ora giace presso gli uffici comunali, dunque potrò vederla solo lunedì".

 

De Angelis è stato mandato via "solo per aver dichiarato pubblicamente quello che tutti pensiamo - denuncia una nota della rivista dei macchinisti Ancora in Marcia - e cioè che la rottura dei due Eurostar a Milano è stato un incidente potenzialmente molto pericoloso e un campanello d'allarme che pone con forza all'attenzione di tutti la questione della manutenzione, della progettazione e dei controlli".

 

"Siamo di fronte ad un vero e proprio accanimento personale nei confronti di chi si occupa di sicurezza - continuano i lavoratori - De Angelis, infatti, nel 2006 aveva subito un analogo provvedimento, poi ritirato dalle Fs sempre per la sua attività sindacale durante la vertenza dei macchinisti contro il pedale dell'uomo morto". Il licenziamento era arrivato dopo la denuncia sulla mancanza di sicurezza andata in onda sulla puntata di Report nel 2003. Si tratta di un "altro gesto gravissimo - concludono - questo atto rappresenta, inoltre, anche una sfida al sindacato che segue di pochi giorni l'ingiusto licenziamento degli otto operai delle officine di Genova". L'Assemblea nazionale dei ferrovieri ha chiesto ai vertici delle ferrovie il suo reintegro immediato. Rincara la dose l'Orsa, che definisce quello di De Angelis "un licenziamento facile e ingiustificato".

 

La risposta dell'azienda non si fa attendere: De Angelis, spiega il comunicato Fs, non è stato licenziato a Ferragosto, ma due giorni prima, "al termine della procedura prevista dallo statuto dei lavoratori e dal contratto collettivo nazionale delle attività ferroviarie". Quanto al motivo al provvedimento, "non è stato motivato per avere diffuso notizie sull'episodio del 14 luglio, peraltro ampiamente noto quanto piuttosto per avere reso dichiarazioni contrarie alla verità, infondate e pretestuose, sia sulle cause che sugli effetti dell'episodio stesso". Le contestazioni di Trenitalia sono di avere creato una situazione di "procurato allarme" ingiustificata e "avere leso gravemente l'immagine della Società", in "palese violazione dei suoi doveri di dipendente".

 

Accuse a cui replica De Angelis punto per punto, con una lettera inviata all'azienda. Il macchinista sostiene di non avere "denigrato nessuno": "non ho formulato accuse sull'episodio in sé - spiega - ho solo ricordato che il problema della sicurezza è sempre aperto", un fatto dimostrato da molti fatti avvenuti nell'ultimo anno, aggiunge. Quanto all'incidente del 14 luglio, questi treni "hanno comandi completamente elettronici" e un errore umano non può essere "criterio di assoluzione di un sistema di sicurezza che deve essere progettato in maniera da prevenire. Un'autorevole conferma di ciò è stata fornita dall'Ad Mario Moretti, che il 24 luglio scorso ha reso nota l'esistenza di un 'difetto di progettazione' e riconosciuto che se le apparecchiature nelle motrici di testa e di coda fossero state pensate in modo da comunicare tra loro, l'Eurostar non si sarebbe spezzato".

 

La decisione di Trenitalia ha suscitato proteste bipartisan. "Un licenziamento in pieno ferragosto è già un fatto anomalo - ha commentato il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro (Pdl) - ma a ciò si aggiunge anche la gravità della denuncia: se fondata, De Angelis meriterebbe una medaglia, non un licenziamento. Mi unisco alla richiesta dell'Assemblea nazionale dei Ferrovieri: venga revocato il senza indugio l'allontanamento del macchinista". Per Dino Tibaldi, responsabile lavoro del Pdci, si tratta di una decisione "assurda, ingiusta, inaccettabile". Non usa mezzi termini Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, che parla di "un atto di fascismo aziendale".

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"Un licenziamento in pieno ferragosto è già un fatto anomalo - ha commentato il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro (Pdl)

 

Trovarlo uno statale al lavoro il giorno di ferragosto.

 

Si ricerca attivamente anche il postino che ha consegnato la raccomandata "in giorni festivi".

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"Un licenziamento in pieno ferragosto è già un fatto anomalo - ha commentato il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro (Pdl)

 

Trovarlo uno statale al lavoro il giorno di ferragosto.

 

Si ricerca attivamente anche il postino che ha consegnato la raccomandata "in giorni festivi".

infatti la lettera non l'ha ricevuta... l'hanno solo allontanato dal posto di lavoro, comunicando la notizia verbalmente (o almeno così riportano i giornali) :graduate:

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Licenziamento strano dato che con ogni probabilità un tribunale gli ridarà posto + rimborso. Il fatto strano è che i legali di trenitalia lo sanno benissimo. A me sembra più un intimidazione stile "colpirne uno per educarne 100".

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"Un licenziamento in pieno ferragosto è già un fatto anomalo - ha commentato il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro (Pdl)

 

Trovarlo uno statale al lavoro il giorno di ferragosto.

 

Si ricerca attivamente anche il postino che ha consegnato la raccomandata "in giorni festivi".

infatti la lettera non l'ha ricevuta... l'hanno solo allontanato dal posto di lavoro, comunicando la notizia verbalmente (o almeno così riportano i giornali) :ranting:

Dall'articolo:

Trenitalia licenzia il ferroviere, per via delle dichiarazioni fatte alla stampa. "La notizia mi è stata comunicata il 15 agosto - dice lui - ma non sono ancora in possesso della lettera di licenziamento: è stata notificata in giorni festivi e ora giace presso gli uffici comunali, dunque potrò vederla solo lunedì".

 

Lo dice lui.

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Epifani: "Lavoratori, aria esagerata

così si nascondono i veri problemi"

 

Guglielmo Epifani

"C'è un clima che non mi piace. Si licenzia gente che guadagna 1500 euro al mese, mentre manager che non hanno brillato nella gestione delle aziende tornano a casa ricoperti d'oro...". Guglielmo Epifani è preoccupato. Non bastasse la prospettiva di un autunno difficilissimo per l'economia e le famiglie italiane, ora c'è anche il caso dei licenziamenti alle Ferrovie ad angustiare gli ultimi giorni di ferie del leader della Cgil. "Non mi stancherò mai di ribadirlo: il sindacato non difende fannulloni e lavoratori scorretti, che peraltro danneggiano prima di tutto i propri colleghi. Abbiamo ben chiaro qual è il giusto equilibrio tra rivendicazione dei diritti e rispetto dei doveri. Così come l'esigenza di lasciarci alle spalle ogni esperienza di sindacato consociativo. Ma ora ci troviamo di fronte ad un clima esagerato, come a voler scaricare sui lavoratori la responsabilità delle cose che non vanno nel Paese e che, nel caso delle Fs, sono una politica generale del trasporto sbagliata, l'inefficienza dei servizi, l'assenza di trasferimenti da parte dello Stato, la minaccia della concorrenza".

 

Crede davvero che ci sia tutto questo dietro ai licenziamenti decisi dai vertici delle Ferrovie? Nel caso degli otto dipendenti di Genova l'azienda parla di infrazioni molto gravi. Non sarebbe un errore in certe eventualità usare il guanto di velluto?

"Se è stato alterato il rapporto tra ore lavorate e timbratura del cartellino si tratta di un'infrazione grave, passibile di licenziamento. Se, invece, i lavoratori hanno solo chiesto ai colleghi di timbrare al posto loro il cartellino ma senza assentarsi dal lavoro, allora si tratta di un caso che andrebbe affrontato con sanzioni meno pesanti".

 

Che idea si è fatta dell'altra vicenda, quella del macchinista licenziato per aver denunciato possibili rischi sulla sicurezza dei treni?

"Lì qualcosa evidentemente non torna, come dimostrano anche le reazioni degli schieramenti politici e degli osservatori imparziali. Come fanno Cipolletta e Moretti a parlare di lesione dell'immagine dell'azienda quando i veri problemi sono altri? Che dire, allora, della pulizia dei treni e delle inefficienze del servizio? Come si fa a licenziare una persona che, magari esagerando, non fa altro che difendere gli interessi degli utenti? E se poi accade un incidente che fine fa, davvero, l'immagine dell'azienda? La linea adottata dai vertici delle Fs inverte causa ed effetto ed è controproducente, anche se mi sembra dettata dalla voglia di spostare l'attenzione dai problemi reali".

 

Secondo l'amministratore delegato Moretti bisogna attraversare il guado che separa il pubblico impiego da una vera impresa. Lei non teme di ancorare il sindacato a posizioni anacronistiche?

"Guardi, le Fs sono passate nel giro di pochi anni da 200mila a meno di 100mila dipendenti. E' stata la più grande ristrutturazione aziendale nella storia del Paese ed è stata fatta con il consenso del sindacato. Se ora l'esigenza è quella di diffondere il più possibile la cultura del dovere, mi chiedo perché non si cerchi un rapporto positivo con i sindacati piuttosto che risolvere il tutto sul fronte degli attacchi individuali".

 

In realtà non si tratta solo di un caso Fs. Ormai da qualche mese in Italia ha trovato solide radici la riflessione sulla licenziabilità dei lavoratori, nel solco delle misure varate dal ministro della Funzione Pubblica, Brunetta. Non crede che nel Paese sia ormai un sentire comune l'esigenza di rivalutare concetti come meritocrazia ed efficienza?

"Già ho detto come la penso sul ruolo del sindacato nella lotta ai fannulloni e alle irregolarità. D'altro canto, nella pubblica amministrazione i licenziamenti di lavoratori per giusta causa ci sono sempre stati, senza che nel Paese si scatenassero particolari dibattiti. Ma ora esiste un clima generale alimentato da anni di campagna ideologica contro la pubblica amministrazione, motivata in fondo dagli interessi di chi vuole mettere in discussione i servizi pubblici, a partire dalla sanità e dalla scuola".

 

Non pensa che sinistra e sindacato si siano inseriti con ritardo e con qualche contraddizione in questo dibattito?

"Non abbiamo chiuso gli occhi. E' evidente che esistono sacche di inefficienza e forti esigenze di modernizzazione. Ma mi sembra che Brunetta abbia lisciato il pelo a questo comune sentire usando però strumenti indifferenziati che penalizzano anche chi ha sempre fatto il proprio dovere, cioè la stragrande maggioranza dei lavoratori: ci sono dipendenti pubblici che negli ultimi anni non hanno mai fatto un giorno di assenza per malattia e che se lo fanno ora si vedono decurtare lo stipendio...".

 

Che autunno attende i lavoratori italiani? Il governo non prevede di integrare la manovra economica varata a luglio, anche se la congiuntura internazionale continua a peggiorare...

"E' vero, l'esecutivo tende a minimizzare. Ma sarà un autunno difficile. Dopo la pubblicazione dei pessimi dati sul Pil nella Ue molti governi europei hanno interrotto le ferie per riunioni d'urgenza sulle contromisure da adottare di fronte alla crisi. Il nostro, invece, non ha dato segni di vita. Davanti ai venti di recessione, dimostra che l'unica cosa che gli sta a cuore è il federalismo. Mi dispiace anche per l'enfasi dimostrata dal ministro Sacconi per i dati sull'aumento delle ore di straordinario determinato dalla defiscalizzazione: in realtà il vero problema è lo spaventoso incremento delle ore di cassa integrazione nelle aziende! Il fatto è che le misure del governo nel breve periodo hanno effetti depressivi, perché non sostengono i redditi e gli investimenti oltre a tagliare fondi per settori chiave come la ricerca e l'innovazione".

 

Il sindacato ha già prefigurato una mobilitazione in vista di settembre. Vi spingerete fino allo sciopero generale?

"In effetti ci sono forti rischi per la coesione sociale, con l'aumento della precarietà per i giovani e l'ulteriore abbandono del Sud. Noi chiediamo al governo di cambiare la politica economica, con un vero sostegno al reddito di famiglie e pensionati, detrazioni al lavoro dipendente, restituzione del fiscal drag. L'indicazione che arriverà la valuteremo unitariamente con Cisl e Uil: è chiaro che riteniamo necessarie risposte nel segno dello sviluppo e della giustizia sociale. Le prossime settimane saranno decisive".

 

 

20/08/2008 - 07:30

 

Fonte: http://finanza.repubblica.it/scripts/cligi...;codnews=192356

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