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MaximoDecimoMeridio

Pensioni: il Governo punta a elevare l'età minima a 62 anni

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Sarà una pausa estiva breve. Almeno per il Governo. Che dopo aver incassato il via libera parlamentare alla manovra estiva, fin dai primi di agosto ha avviato la "fase istruttoria" per preparare la cosiddetta partita di autunno. Un autunno che rischia di rivelarsi caldo non solo per le minacce dei sindacati che ancora faticano a digerire i tagli dell'Esecutivo, soprattutto sul pubblico impiego. Nell'agenda del Governo ci sono appuntamenti considerati strategici dalla maggioranza. Primo fra tutti il varo della Finanziaria "leggera", con cui dovrà essere quantificata in via definitiva la "dote" per i rinnovi dei contratti pubblici, e di tre "collegati" di sessione molto attesi: federalismo fiscale, Roma capitale, Codice delle autonomie.

 

Tutte questioni su cui il clima del dibattito rischia di surriscaldarsi. In primis sul versante politico dove trovare un compromesso sul "dosaggio" di federalismo fiscale non sarò facile (fuori e dentro la maggioranza). Ma anche sul versante delle Regioni e dei Comuni la "trattativa" non si annuncia proprio agevole. Anche perché gli enti territoriali si mostrano più che guardinghi dopo la manovra estiva a suon di tagli che hanno dovuto digerire. Per non parlare del nodo di Roma capitale e delle sue competenze sul quale si gioca una partita a scacchi sotterranea con An che, non solo perché guida il Campidoglio con Alemanno chiede per Roma maggiori poteri, non visti però troppo di buon occhio dalla Lega.

 

Il Governo però è sicuro del fatto suo. Ed è convinto di condurre in porto tutti provvedimenti entro al fine della sessione di bilancio.

L'agenda dell'Esecutivo, tra l'altro, prevede anche altri appuntamenti. Ad esempio l'apertura, sempre entro l'autunno del tavolo sulle pensioni. Anzitutto per sciogliere i nodi legati alla ridefinzione della platea degli "usuranti" (si veda l'altro articolo in pagina), all'eventuale anticipo dei nuovi "coefficienti" e al riassetto degli enti previdenziali.

 

Sui primi due punti il ministro Maurizio Sacconi è stato già chiaro: la platea degli usuranti da esentare dalle regole previdenziali del riforma Prodi-Damiano va ristretta; i nuovi coefficienti di trasformazione (dai quali dipende l'importo delle pensioni future), devono essere applicati "tempestivamente". Come dire: i sindacati, che (secondo quanto prevede il protocollo del Welfare siglato dal precedente Esecutivo) dovrebbero essere chiamati entro la fine di quest'anno a fare parte di un commissione "mista" Governo-parti sociali per ridefinire i parametri dei coefficienti, non pensino di fare "melina". E anzi si preparino a valutare l'ipotesi di anticipare l'aggiornamento dei coefficienti al 1° gennaio 2009. Un'ipotesi della quale i sindacati non vogliono sentir parlare. Più semplice appare il confronto sul riordino degli enti previdenziali, dove si profila il covogliamento degli istituti previdenziali più piccoli (Ipost e Ipsema), con la sola esclusione dell'Enpals, nei tre più grandi (Inps, Inail e Inpdap.)

 

Nel corso della discussione con le parti sociali potrebbe anche essere affrontata la questione dell'introduzione, a partire dal 2014 (una volta esaurita la fase transitoria con gli "scalini" targati Prodi-Damiano), di un nuovo sistema flessibile di uscite finalizzata a fissare la soglia minima di vecchiaia a 62 anni (alzandola così di due anni per le donne rispetto agli attuali 60 anni) e una massima a 67 anni (due anni più alta di quella prevista per gli uomini).

Sempre a settembre entrerà poi nel vivo il cammino parlamentare della disegno di legge delega-Brunetta sulla riforma del pubblico impiego e della dirigenza pubblica. Un provvedimento indispensabile per completare il piano-Brunetta, avviato con il decreto sulla manovra estiva, che è anche quello maggiormente nel mirino dei sindacati perché prevede il completamento dell'operazione sul passaggio degli incentivi a pioggia ai premi per merito.

 

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4...ulesView=Libero

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Nemmeno le leggo ste news, tanto ormai è impossibile andare in pensione, uno da uno stipendio di 2000 € si ritroverebbe a campare con 400€...

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