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Il Tribunale di Milano conferma l'illegalità dei dispositivi R4

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La Sezione proprietà industriale e intellettuale del Tribunale Civile di Milano ha ordinato alla società PCBox Srl di Firenze di cessare immediatamente la distribuzione dei dispositivi illegali per console Nintendo Wii e Nintendo DS, come l’R4 Revolution per Nintendo DS.

Nello scorso novembre, il produttore giapponese aveva depositato un ricorso cautelare presso il Tribunale Civile di Milano contro la PCBox, che aveva messo in vendita i dispositivi R4 per console Nintendo (vedi qui). Nello scorso gennaio il Tribunale di Milano per la prima volta proibiva la vendita dei dispositivi R4.

 

"Siamo ovviamente soddisfatti di questa sentenza, che colpisce dispositivi che non soltanto sono illegali ma incoraggiano la pirateria e la contraffazione, causando danni evidenti a tutto il settore videoludico", ha dichiarato Andrea Persegati, Direttore Generale di Nintendo Italia.

 

PCBox ha, tuttavia, diramato un nuovo comunicato stampa in cui critica la posizione assunta da Nintendo su questa faccenda. "La società PCBox ha preso atto, con stupore, del comunicato diramato il 5 marzo 2009 dall'Ufficio Stampa Italia di Nintendo, secondo il quale vi sarebbe stato un 'appello', una 'sentenza' e il Tribunale di Milano avrebbe 'definito irrilevanti le motivazioni della difesa'", si legge nel comunicato.

 

"Il Tribunale di Milano, peraltro respingendo ancora una volta la domanda di pubblicazione del provvedimento cautelare avanzata da Nintendo (proprio perché sarà il giudizio di merito a chiarire chi ha torto o ragione), ha sì confermato, con altra ordinanza emessa in fase di reclamo, il provvedimento emesso, in sede di cognizione cautelare e sommaria, l'inibitoria disposta dal primo giudice, ma ciò ha fatto osservando, ad esempio, che 'Ogni più approfondita indagine quanto alla destinazione dei dispositivi PCBox e al mercato dei giochi liberi, appare preclusa, per la complessità degli accertamenti sottesi, in questa sede cautelare'".

 

"Giudicherà chi legge, alla luce di quanto sopra segnalato, se il comunicato stampa Nintendo abbia o meno ricostruito fedelmente l'iter procedimentale. Ciò che è certo è che la motivazione dell'ordinanza - e non 'sentenza' - emessa in sede cautelare e sommaria dal Tribunale di Milano tutto autorizza eccetto che a scrivere, come pure è stato fatto, che sarebbe stata posta la parola fine su questa vicenda, destinata - finalmente - ad essere chiarita da un Tribunale in sede di cognizione piena nella causa di merito che inizierà a giugno 2009".

 

Il Tribunale di Milano, dunque, dichiara di non avere gli strumenti per chiarire la disputa tecnologica e assegna a PCBox il compito di attivare gli organi competenti a livello nazionale e comunitario. Si tratta dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e della Commissione europea. La prima udienza del nuovo processo è fissata a giugno.

 

Io uso la m3dsreal :folle:

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