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[Volley] Piacenza campione d'Italia

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Serie A1 TIM, Gara 5 Finale. Piacenza Campione d'Italia. Tabellino, cronaca e dichiarazioni 

 

SERIE A1 TIM – GARA 5 FINALE SCUDETTO

 

COPRA NORDMECCANICA PIACENZA CAMPIONE D’ITALIA

 

 

 

 

 

ITAS DIATEC TRENTINO – COPRA NORDMECCANICA PIACENZA 2-3 (25-21; 25-20; 21-25; 22-25; 13-15)

 

Itas Diatec Trentino: Kaziyski 27, Segnalini (L), Birarelli 11, Della Lunga 5, Vissotto Neves 17, Grbic 2, De Paola, Winiarski 6, Garcia Pires Ribeiro 6, Bari (L), Piscopo 3. Non entrati Zygadlo, Stefanov. All. Stoytchev

 

Copra Nordmeccanica Piacenza: Rak 8, Pampel, Insalata, Meoni 3, Marshall 18, Zingaro (L), Zlatanov 30, Durante (L), Bravo 13, Dunnes 1, Bjelica 7. Non entrati Grassano, Boninfante. All. Lorenzetti

 

Arbitri: Cinti – Barbero

 

NOTE - Spettatori 4600, incasso 70000, durata set: 28', 31', 30', 31', 22'; tot: 142'.

 

 

 

 

L’ultimo atto della Finale Scudetto 2009 è accolta dal boato del PalaTrento gremito, ancora una volta, in ogni ordine di posto. Spettacolo nello spettacolo, il pubblico di queste cinque gare è la degna cornice di quello che succede in campo. Vola Trento verso il suo secondo Scudetto nei primi due set. Poi, la reazione bellissima e straordinaria di Piacenza che fa suoi terzo e quarto set rimandando al tie break il nome della Regina d’Italia. Un tie break che Trento sembra far suo per due volte e che per due volte Piacenza riporta in parità per il sorpasso finale e vincente.

 

Tutto comincia esattamente come in Gara 4. Angelo Lorenzetti, tecnico della Copra Nordmeccanica Piacenza, conferma i suoi uomini: Meoni – Marshall sono la diagonale palleggiatore opposto, al centro ci sono Rak e Bjelica mentre la banda di posto 4 è affare di Zlatanov e Bravo, Durante è il libero. Radostin Stoytchev si affida alle “invenzioni” viste in Gara 4 proponendo il suo sestetto a staffetta con Della Lunga e Riad nello starting six che lasciano il posto poi a Piscopo e Winiarski.

 

Dopo un avvio positivo della Copra Nordmeccanica Piacenza, l’Itas sale in cattedra. A sospingerla è l’uomo scudetto del 2008: Matey Kaziyski che riscatta con gli interessi l’inizio non perfetto di questa serie. Un attacco e due ace consecutivi fanno pendere il primo parziale verso la squadra di casa che val al primo time out tecnico sull’8-4. Il muro di Trento è invalicabile e Piacenza si blocca. Lorenzetti chiama time out e al rientro la sua squadra scala il punteggio. La scossa è di Hristo Zlatanov, il capitano biancorosso al servizio va a segno con due ace. I compagni lo seguono e la parità arriva sul 19-19. Trento trova ancora nel muro, questa volta di Birarelli su Marshall, il fondamentale con cui procacciarsi il break. Il resto lo fa Kaziyski che piazza la tripla che dal 21-20 porta le squadre al 24-20. Su un errore al servizio di Dunnes arriva il venticinquesimo punto di Trento.

 

Ancora un avvio fulminante dell’Itas Diatec Trentino nel secondo parziale, complice una Copra che torna ad essere fallosa in attacco. L’8-2 fa rabbrividire gli ospiti che ancora una volta con Zlatanov provano a riaprire il set. Troppo solo l’italo bulgaro in attacco, Marshall chiude il set con un mesto 14% in attacco,ma è ancora il muro il fondamentale killer di Trento. I 4 block vincenti fanno la differenza in un set equilibrato nei fondamentali di ricezione ed attacco.

 

Nel terzo parziale torna a battere il cuore piacentino. La squadra non ci sta a lasciar cadere nel nulla tutto il percorso fatto per arrivare fin qui. Il primo a reagire è Marco Meoni. Con il muro prima ferma Kaziyski, poi Vissotto. La Copra ritrova il proprio potenziale offensivo. Meoni fa girare a mille Zlatanov e Marshall fino al 21-25 che riapre la partita più importante della stagione.

 

Dore Della Lunga fa iniziare il quarto set nel segno dell’Itas. Lo schiacciatore marchigiano mette a segno 3 ace che oltre a fargli raggiungere i 1000 punti in Campionato tra Regular Season e Play Off sembrano mettere le ali alla squadra di  casa. Ali che Piacenza tarpa con il solito Zlatanov devastante al servizio ed in attacco, MVP della Finale. La Copra torna a crederci: Marshall, Bravo e Zlatanov si rubano la scena in attacco. Il quinto set è inevitabile. In 15 punti si decide lo Scudetto. Della Lunga punge subito al servizio, ma si gioca punto a punto fino al 7-7. Trento allunga ancora con Della Lunga e Kaziyski fino al 10-8. La Copra rimane lucida e trova la parità con un ace di Rak, 11-11. Kaziyski e Riad fanno sorridere i tifosi gialloblu, i due punti consecutivi che mettono a segno sembrano dire la parola fine alla partita 11-13. Ma ciò che appare oggi non è. Bjelica mura Vissotto e su un contrattacco Bravo trova il 13-13. Hristo Zlatanov, il match winner di questo match, mette a segno l’ace del 13-14. Due palloni dallo Scudetto, Piacenza non è mai stata così vicina al sogno. Il fallo in palleggio fischiato a Nikola Grbic lo trasforma in realtà.

 

E’ la quarta volta che la Copra Nordmeccanica Piacenza gioca una finale Scudetto, per la prima gli applausi sono solo per lei.

 

 

Hristo Zlatanov (Copra Nordmeccanica Piacenza): “E’ stata una serie entusiasmante ed è speciale vincere uno scudetto al termine di cinque gare così tirate. Abbiamo alle spalle nove mesi di duro lavoro è questo il risultato. E’ un’emozione grandissima lo abbiamo aspettato tanto ed ora è giusto che ce lo godiamo.

 

Marco Meoni (Copra Nordmeccanica Piacenza): “E’ un’emozione unica, ma il primo pensiero che ho avuto è per  tutte le persone che non hanno la possibilità di vivere questi momenti così speciali e felici. Vorrei che tutti potessero capire quanto è speciale un momento così”.

 

Leonel Marshall (Copra Nordmeccanica Piacenza): “Penso che sia il giorno più bello della mia vita, eravamo veramente ad un passo dal sogno e siamo riusciti a realizzarlo. E’ una giornata magica e sono felice di poter condividere la mia gioia con la mia famiglia”.

 

Dante Boninfante (Copra Nordmeccanica Piacenza): “Forse abbiamo sempre creduto a questa vittoria ma avevamo paura di ammetterlo, è una sensazione speciale ed indescrivibile, il coronamento di un sogno”.

 

Angelo Lorenzetti (Copra Nordmeccanica Piacenza): “Dedico questo successo a Davide Barbolini. Nei giorni scorsi hanno scritto che non era mai successo che una squadra in vantaggio 2-1 vincesse alla quinta gara e senza il fattore campo. Siamo riusciti a sfatare questo tabu”.

 

Joao Paolo Bravo (Copra Nordmeccanica Piacenza): “Finalmente è arrivato, è una liberazione ed è una sensazione bellissima. Abbiamo aspetto tanto ed è bello che sia arrivato in questo modo.

 

Gianluca Durante (Copra Nordmeccanica Piacenza): “Questa piazza si merita questo Scudetto e molto altro, per me è una giornata magnifica, non so nemmeno io cosa pensare. Esordire in questo modo ha un sapore particolare”.

 

Leandro Vissotto (Itas Diatec Trentino): “Purtroppo non siamo riusciti a raggiungere il secondo obiettivo dopo la Champions League. Complimenti  a Piacenza, noi abbiamo combattuto fino alla fine, loro sono stati più bravi di noi soprattutto  al servizio”.

 

 

 

I RISULTATI DELLA FINALE SCUDETTO 2008/09

 

GARA 1

Itas Diatec Trentino  - Copra Nordmeccanica Piacenza 3-2 (25-18; 17-25; 21-25; 25-14; 17-15)

 

GARA 2

Copra Nordmeccanica Piacenza - Itas Diatec Trentino 3-1 (25-21; 25-18; 20-25; 25-15)

 

GARA 3

Itas Diatec Trentino  - Copra Nordmeccanica Piacenza 2-3 (25-22; 13-25; 25-19; 23-25; 9-15)

 

GARA 4

Copra Nordmeccanica Piacenza - Itas Diatec Trentino0-3(23-25; 11-25; 24-26)

 

GARA 5

Itas Diatec Trentino  - Copra Nordmeccanica Piacenza(25-21; 25-20; 21-25;22-25; 13-15)

 

Source:

www.legavolley.it (17/05/2009) d6ca76cb92219ff3b423102505f4b0e84d496434.png

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Serie A1 TIM: Il tricolore si tinge di biancorosso. La Copra Nordmeccanica Piacenza vince lo Scudetto numero 64 

 

SERIE A1 TIM – GARA 5 FINALE SCUDETTO

 

IL TRICOLORE SI TINGE DI BIANCOROSSO

 

LA COPRA NORDMECCANICA PIACENZA VINCE LO SCUDETTO NUMERO 64

 

 

 

Al quarto tentativo, la Copra Nordmeccanica Piacenza ce la fa. La vittoria di questa memorabile Gara 5 al tie break sull’Itas Diatec Trentino pone fine all’inseguimento e Zlatanov e compagni possono finalmente mettere le mani sullo Scudetto. Il numero 64. Una vittoria che fa fioccare i primati e che scrive il nome di Piacenza nella storia del Play Off. Mai una formazione quinta classificata al termine della Regular Season aveva raggiunto la serie decisiva della stagione, mai una formazione quinta classificata aveva conquistato, di conseguenza, lo Scudetto. La bravura della Copra è anche in questo spirito rivoluzionario. Il tabellone dei Play Off ribaltato, turno dopo turno, facendo saltare il fattore campo. Prima con la migliore squadra del girone di ritorno la RPA-LuigiBacchi.it Perugia in tre gare; poi con la regina della Regular Season, la Lube Banca Marche Macerata in cinque gare; infine con i Campioni d’Europa in carica, l’Itas Diatec Trentino, in 5 gare.

 

Un successo che riscatta le tante finali chiuse al secondo posto e che serra il legame con una tifoseria ed una città letteralmente impazzita per questo storico risultato.

 

Questo Scudetto cancella in un colpo le difficoltà di una stagione travagliata, costellata di tantissimi infortuni ma che ha fatto emergere il grandissimo carattere di questo gruppo e l’estro del tecnico Angelo Lorenzetti che, plasmando una squadra camaleontica, vince il suo secondo scudetto dopo quello del 2002 con Modena.

 

Eccezion fatta di Dante Boninfante, che ne ha vinto uno a Treviso, questo è il primo tricolore per tutti i giocatori della Copra Nordmeccanica Piacenza.

 

Questi i nomi dei Campioni d’Italia: Michal Rak, Christian Pampel, Vito Insalata, Marco Meoni, Leonel Marshall, Michele Grassano, Dante Boninfante, Marco Zingaro, Hristo Zlatanov, Gianluca Durante, Joao Paolo Bravo, Christian Dunnes, Novica Bjelica

 

GARA 5

Itas Diatec Trentino – Copra Nordmeccanica Piacenza 2-3 (25-21; 25-20; 21-25; 22-25; 13-15)

 

Source:

www.legavolley.it (17/05/2009) d6ca76cb92219ff3b423102505f4b0e84d496434.png

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La prima volta di Piacenza

 

In gara 5 di finale la squadra di Lorenzetti batte Trento al tie-break e si laurea per la prima volta campione d'Italia. Strepitoso Zlatanov

 

TRENTO, 17 maggio 2009 - Una delle finali complessivamente più belle, emozionanti ed incerte che si ricordino non poteva che finire così. Con una lunga illusione tradita, con Trento in vantaggio 2 set a 0, tra i cori da timpani perforati dei suoi quasi 5000 tifosi scatenati, vestiti di giallo e di blù. Con Piacenza abbacchiata, strapazzata, apparentemente rassegnata, senza più soluzioni né risorse. Invece tenace e incredibilmente capace di ribaltare tutto. E di essere così finalmente campione d’Italia. In rimonta. Sul filo di emozioni come raramente se ne erano vissute in passato. Nel bene e nel male: nel senso che davvero, la tensione, sotto le battute che esplodevano nell’uno e nell’altro campo, ad un certo un punto dei vari parziali ha sempre finito per stroncare una delle due squadre. Non è un caso che di 22 set giocati nella serie, solo 5 siano terminati con 2 punti di scarto. E che molti siano finiti con disavanzi anche clamorosi. Solo 5 e ovviamente, come era giusto e inevitabile, in quello decisivo, l’ultimo, il più infuocato tie-break degli ultimi anni (era da Modena-Parma del 1988 che non finiva al tie-break di gara 5).

0KJFXWPG--300x145.jpg Hristo Zlatanov, finale perfetta. Tarantini

ZLATANOV E MEONI — Ma a Piacenza certo non importa. Alla quarta volta, alla quarta finale scudetto (seconda di fila), alla fine, ce l’ha fatta: ha portato a casa quel tricolore che sembrava essere maledetto. Per la società e per la maggior parte dei suoi ragazzi. Per due su tutti, certamente due dei più grandi giocatori degli ultimi quindici anni: Hristo Zlatanov e Marco Meoni che prima di ieri non erano mai stati campioni d’Italia. Hristo che nella gara più importante della sua vita, per la prima volta, ha superato 30 punti, ricevendo il premio di miglior giocatore della serie finale. E Meo, campione del mondo in azzurro 11 anni fa, in lacrime dopo l’ultimo punto.

 

LA PARTITA — Il primo set è incerto. Coi suoi ribaltoni. Con la rimonta mancata di Piacenza, stoppata dal muro di Grbic su Marshall per il 21-19 Trento. Perché fino a quel momento l’adrenalina aveva rimbalzato di qua e di là dalla rete. Kaziyski non aveva nulla a che vedere con il suo replicante fallato che aveva giocato così così nelle gare 2 e 3. Il formidabile bulgaro aveva iniziato il set con un turno da 4 battute (con 2 ace), da 4- 4 a 8-4. E la seconda volta che si era presentato al servizio aveva sparato un altro ace, condito da un muro (Piscopo) per il 17-11. Sembrava finita. Quando Zlatanov l’ha messa sulla sfida personale: turno in battuta prodigioso (2 ace, un muro di Bravo) e Piacenza di nuovo in corsa. Fino al 19-19 (muro di Marshall su Vissotto). Poi è arrivato quel muro di cui si diceva, quello di Grbic su Marshall. E Trento è andata via, con tre schiacciate di fila di Kaziyski (9 punti nel set).

0KJBUU7M--300x145.jpg Marco Meoni. Tarantini

INVASIONI TRENTINE — I successivi due set sono ancora a ondate alterne, ma molto più lunghe. Il secondo Trento se lo è portato via fin dall’inizio, senza mai rimettere in discussione nulla. E il terzo è stato segnato irrimediabilmente dalla permanenza al servizio di Rak dal 10-10 al 13-10 (muri du Meoni e Bjelica). Poi è stato tutto un cambio palla, ma quei 3 punti di vantaggio per Piacenza sono rimasti tali e quali. Con uno Zlatanov sempre più dominante (7/9 in attacco nel set). Che si è ripetuto nel quarto: con 3 ace di fila: dal 14-12 al 16-12. Trento ha pareggiato a 19: ma tre invasioni trentine hanno rimandato tutto a uno dei più infuocati tiebreak della storia.

 

PRIMO SCUDETTO — In cui Della Lunga ha trovato l’ace del 9-7 Trento. Pareggiato da un servizio vincente di Rak (11-11). Durante con una acrobazia ha annullato la possibilità di break a Trento. Un ace di Zlatanov ha fatto 14-13. E un’invasione di Grbic, forzata dalla ricezione ballerina sotto l’ennesima battuta bomba di Zlati, ha portato lo scudetto a Piacenza.

dal nostro inviato Mario Salvini

 

Source:

www.gazzetta.it (17/05/2009) d6ca76cb92219ff3b423102505f4b0e84d496434.png

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17.05.2009 - COPRA NORDMECCANICA CAMPIONE D'ITALIA.

 

5781.jpg

 

Al quarto tentativo, il  Copra Nordmeccanica Piacenza ce la fa. La vittoria di questa memorabile Gara 5 al tie break sull'Itas Diatec Trentino pone fine all'inseguimento e Zlatanov e compagni possono finalmente mettere le mani sullo Scudetto. Il numero 64. Una vittoria che fa fioccare i primati e che scrive il nome di Piacenza nella storia del Play Off. Mai una formazione quinta classificata al termine della Regular Season aveva raggiunto la serie decisiva della stagione, mai una formazione quinta classificata aveva conquistato, di conseguenza, lo Scudetto. La bravura del Copra è anche in questo spirito rivoluzionario. Il tabellone dei Play Off ribaltato, turno dopo turno, facendo saltare il fattore campo. Prima con la migliore squadra del girone di ritorno la RPA-LuigiBacchi.it Perugia in tre gare; poi con la regina della Regular Season, la Lube Banca Marche Macerata in cinque gare; infine con i Campioni d'Europa in carica, l'Itas Diatec Trentino, in 5 gare.

 

 

 

Un successo che riscatta le tante finali chiuse al secondo posto e che serra il legame con una tifoseria ed una città letteralmente impazzita per questo storico risultato.

 

 

 

Questo Scudetto cancella in un colpo le difficoltà di una stagione travagliata, costellata di tantissimi infortuni ma che ha fatto emergere il grandissimo carattere di questo gruppo e l'estro del tecnico Angelo Lorenzetti che, plasmando una squadra camaleontica, vince il suo secondo scudetto dopo quello del 2002 con Modena.

 

 

 

ITAS  - COPRA NORDMECCANICA  2-3 (25-21, 25-20, 21-25, 22-25, 13-15) –

 

 ITAS DIATEC TRENTINO: Kaziyski 27, Segnalini (L), Birarelli 11, Della Lunga 5, Vissotto Neves 17, Grbic 2, De Paola, Winiarski 6, Garcia Pires Ribeiro 6, Bari (L), Piscopo 3. Non entrati Zygadlo, Stefanov. All. Stoytchev Radostin.

 

 COPRA NORDMECCANICA PIACENZA: Rak 8, Pampel, Insalata, Meoni 3, Marshall 18, Zingaro (L), Zlatanov 30, Durante (L), Bravo 13, Dunnes 1, Bjelica 7. Non entrati Grassano, Boninfante. All. Lorenzetti Angelo. ARBITRI: Massimo Cinti, Paolo Barbero. NOTE - Spettatori 4600, incasso 70000, durata set: 28', 31', 30', 31', 22'; tot: 142'.

 

Source:

www.copravolley.it (17/05/2009) d6ca76cb92219ff3b423102505f4b0e84d496434.png

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