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Airpod, la prima vettura ad aria compressa

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Ci siamo, arriva l'auto ad aria

7000 euro e 100 km con 1 euro

 

In vendita a metà del prossimo anno la famosa MDI che ha fatto innamorare anche il colosso Tata. Il primo modello sarà un quadriciclo leggero. Ecco l'incredibile storia raccontata direttamente dal papà di questa macchina, Cyril Negredi VINCENZO BORGOMEO

 

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Tutto pronto: entro la metà del prossimo anno sarà in vendita l'attesissima auto ad aria, una macchina che nel serbatoio ha solo aria compressa, il sogno di tutti in un periodo di caro-carburante. La Motor Development International (MDI), con sede in Lussemburgo, è infatti ormai a un passo dal lancio commerciale e in anteprima a Repubblica.it ha rilasciato tutte le informazioni di dettaglio sul suo progetto (che pubblichiamo integralmente come Pdf 1 - 2 - 3 ). Niente più segreti quindi. Si sa che costerà appena 7000 euro e che il primo modello ad arrivare sarà una city car, seguito poi da una gamma infinita di modelli, dalla berlina da famiglia alla piccola, dalla vetturetta per 14enni al Bus, passando per il veicolo commerciale, il trattore e il container. Non manca nulla, perfino un motore da attaccare a casa ad una presa di corrente per usarlo come generatore in caso di emergenza.

 

Evidentemente l'accordo stretto con la Tata nel gennaio del 2007 ha dato i suoi frutti e - soprattutto - la spinta giusta per passare dalla teoria alla pratica. "La prima auto ad aria ad arrivare sarà l'AirPod e sarà omologata come quadriciclo leggero "grande", quello per 16enni.

 

Poi ci sarà anche una versione baby, per i 14enni, e quindi una macchina vera - spiega lo stesso Cyril Negre, responsabile tecnico dell'auto ad aria della Mdi, il figlio di Guy Negre il fondatore della MDI - la sfida è lanciata".

 

Quando parla di 'lanciare' a che mercato si riferisce?

 

"All'inizio l'AirPod sarà consegnata in Francia e daremo la precedenza a chi l'ha già ordinata, poi sarà la volta di tutti i Paesi europei. Ma il concetto di commercializzazione per noi è un po' diverso: non avremo concessionarie, ma tante fabbriche".

 

Cioè chi la produce la vende anche?

 

"Si, esatto, nessuna concessionaria, ma officine: produciamo là dove vendiamo. Con vantaggi infiniti, economici, sociali. Pensi solo al fatto che un costruttore normale deve farsi carico di una logistica enorme perché produce in un solo posto e poi è costretto a spedire in tutto il mondo. Noi no. Da noi chi produce vende. Non paghiamo commissione al concessionario perché è la stessa fabbrica che vende la macchina, e questo abbassa enormemente i costi".

 

Si, ma dovrete avere diverse fabbriche, sparse per tutta Europa. E poi, scusi, perché prima parlava di vantaggi 'sociali'?

 

"I nostri piani di sviluppo sono molto precisi. Pensiamo di aver bisogno di 25 piccole fabbriche in Francia e 20 in Italia. Abbiamo già diversi contatti con molte aziende interessate a produrre le MDI".

 

E il 'sociale'?

 

"Deve vedere il progetto da un'angolazione diversa, complessiva. Immagini di produrre un certo numero di auto in una sola officina o in 50 fabbriche sparse per tutta Europa. Nel secondo caso facciamo del bene perché serve il 30% di forza lavoro in più. Sembra uno svantaggio, ma è una grande vantaggio perché si entra nel tessuto sociale delle città, si dà forza alle famiglie. E poi non dimentichi che per fare ecologia, oggi, non basta fare macchine pulite, ma è necessario fare macchine che costano poco. E che richiedono poca energia per essere prodotte. Proprio quello che facciamo noi. In più non trasportiamo macchine finite qua e là per l'Europa. Le produciamo in loco, questo riduce ulteriormente le emissioni (e i costi) del ciclo produttivo".

 

Quante macchine riesce a produrre ogni officina?

 

"Circa 7000 macchine".

 

Sta dicendo che solo in Italia volete produrre 140 mila pezzi l'anno?

 

"Si, alla fine è questo l'obiettivo. E sono stime prudenti perché quando la gente conoscerà il nostro prodotto ci sarà un vero boom della domanda. La macchina costa poco, ma soprattutto costa pochissimo da usare, meno di 1 euro per fare 100 km. E poi il nostro concetto produttivo avvicinerà il pubblico al prodotto. Questi numeri fanno impressione ma se li distribuisce su 20 fabbriche il discorso è diverso. Oggi nessuno si può svegliare e trasformare in costruttore. L'unica strada è quella di creare tante piccole officine. Distribuendo il know how, non macchine fatte, è tutto più facile e veloce".

 

Le fabbriche saranno veri stabilimenti o solo fabbriche cacciavite? Ossia produrranno davvero o assembleranno solo pezzi che arrivano da fuori?

 

"No, saranno assolutamente fabbriche vere. Dove l''80 per cento della macchina viene prodotta in loco".

 

Veniamo ai luoghi comuni. L'accusa più diffusa è che per comprimere l'aria serve un sacco di energia.

 

"Si, ma il discorso vale anche per l'auto elettrica dove l'immagazzinamento dell'energia costa tantissimo. In realtà se analizza il progetto completo, noterà che le nostre auto sono ultra economiche. Tenga presente che una bombola fa 20 mila cicli, pari a 2 milioni di chilometri, quindi dura più della macchina, e questo è molto importante perché ha un riflesso diretto sui costi. Molto spesso la gente dirà che non c'è energia nell'aria compressa. E' vero, ce ne è poca. Ed è vero che per comprimere l'aria serve più energia che per caricare una batteria. Ma poi per funzionare un'auto ad aria brucia meno energia perché è leggerissima, per cui nel ciclo 'dal pozzo alla ruota' la tecnologia auto-ad aria è vincente".

 

Torniamo alla macchina. Si può caricare in due minuti in una stazione di servizio specifica o in tre ore ad una normale presa di corrente. A bordo quindi c'è un compressore?

 

"No, è lo stesso motore che spinge la macchina che funziona anche da compressore: non c'è motore e compressore, ma c'è solo un elemento che fa tutto. E che - volendo - può anche funzionare come generatore di corrente per appartamenti. Noi lo chiamiamo motore/alternatore. Bello no?".

 

Forse troppo... A questo punto c'è una sola domanda possibile. Come si fa a comprarla?

 

"Basta andare sul nostro sito (www.mdi.lu) e aderire al sistema di pre-ordini. Tutto molto semplice".

 

Ma avere una gamma pazzesca, tante officine diverse, non rischia di complicare tutto?

 

"No, affatto. Anzi, le officine sono simili, ma usano tecnologie differenti. Quando i numeri di vendita crescono cambia il modo di produrre".

 

Qual è stata la cosa più complicata da realizzare?

 

"Il motore e la tecnologia. Poi una volta stabilito questo è stato tutto facile. Va detto però che per passare dalla vetturetta AirPod alla macchina grande (la AirOne) abbiamo dovuto mettere a punto un sistema che noi chiamiamo a doppia energia. Ossia fra la bombola e il motore c'è un piccolo motore benzina o diesel. Questo bruciatore (fuori dal motore ad aria) scalda l'aria prima del motore, quindi aumenta l'autonomia. La scalda a 600 gradi e non dà emissioni nocive, solo un po' di CO2, ma consente di triplicare l'autonomia quindi 350 km circa con consumi ridicoli: mezzo litro per fare 100 km".

 

Parliamo di potenze e prestazioni.

 

"La piccola AirPod ha 7 Kw, ma una coppia completamente piatta di 45 Nm e una velocità massima di 80 Km/h. L'AirOne invece ha un motore da 15 Kw e fa i 100 orari. Ma è una macchina molto più grossa, pesa 400 kg. E poi c'è l'AirCity - ancora più grande - che non è più un quadriciclo leggero ma una macchina vera, fa i 130 orari ed ha con 25 Kw di potenza".

 

E' vero che la tecnologia dei veicoli ad aria compressa è antica?

 

"Si, c'erano carrelli nelle miniere che funzionavano così già nel 1870 e i francesi a inizio secolo fecero anche un tram, poi però arrivò il motore a scoppio...".

 

A proposito di motore a scoppio. Quelli fanno il pieno dai benzinai, in Italia ne abbiamo 20 mila. Le vostre stazioni di servizio invece?

 

"Sono tutte da fondare. Possono ricaricare una macchina in due minuti, ma non sono adatte ai privati, costerebbero troppo. Nel nostro progetto una stazione può rifornire fino a 85 macchine al giorno. Due minuti per riempire il serbatoio, poi il resto per pagare".

 

Ma 85 pieni al giorno sono circa 100 euro, come fa a vivere un erede del vecchio benzinaio?

 

"Quel costo si riferisce a chi fa il pieno a casa, attaccandosi alla rete domestica di elettricità. Se si fa rifornimento in una stazione di servizio il costo è doppio, sono circa due euro. Sempre pochissimo, ma garantisce un buon margine di guadagno per il distributore perché noi li aiutiamo nella realizzazione dell'impianto. Una stazione di servizio normale, con compressori standard, costerebbe circa 130 mila euro, ma se invece si usano i nostri motori al posto dei compressori i costi si abbassano fino a 39 mila euro per stazione".

 

Ovviamente serve qualcuno che arrivi alle stazioni...

 

"Si, se non ci sono macchine in giro non c'è business. E' un sistema complesso, che va visto nell'insieme. Ed è questo che ha affascinato la Tata. Ha una visione globale".

 

Quando si parla di bombole la gente ha sempre paura...

 

"Ha ragione, ma lavoriamo con livelli di efficienza altissima. Siamo allineati la pressione di gonfiaggio del gas naturale con la differenza che dentro le nostre bombole non c'è Gpl o Metano, ma aria... Gonfiata a 248 bar. La bombola poi è la stessa di quelle del metano".

 

Quindi anche quelle vanno revisionate?

 

"Si, ogni 5 anni, vanno controllate per legge. Ma voglio essere chiaro: in questa macchina non c'è niente di strano, nel motore ci sono bielle e pistoni, mentre il circuito dell'aria è lo stesso delle auto a Gpl o metano. Per questo nel nostro progetto c'è anche la voglia di rimettere in moto i piccoli garage. Nel sistema vogliamo far tornare in vita le piccole officine che potranno fare la semplicissima manutenzione di cui hanno bisogno queste macchine che non inquinano, non sporcano, hanno un olio motore eterno, non hanno circuito dell'acqua, non c'è alta temperatura di funzionamento. E le macchine sono fatte di pochissimi pezzi. La carrozzeria ne ha solo tre. Ma non le ho parlato poi di altri vantaggi legati all'aria compressa".

 

Ce ne sono già abbastanza...

 

"No: la temperatura del motore è al rovescio, cioé caldo fuori e freddo dentro, cioé meno 20 gradi dentro la camera 'di combustione' (nome improprio perché non brucia nulla, ma solo per capire il discorso). Per cui usiamo i 'gas' di scarico per raffreddare l'abitacolo, al posto del condizionatore. Ci sarà poi anche un piccolo baule per raffreddare le bibite. In più l'aria compressa può essere usata per fare sicurezza, per gonfiare aribag esterni e salvare i pedoni. Abbiamo già dei prototipi funzionanti simili a quelli della Volvo".

 

A proposito di pedoni, l'auto ad aria fa rumore?

 

"Si, più dell'auto elettrica, ma molto meno di un'auto normale. Ha un rumore diverso, perché deriva da una sequenza diversa. Al minimo non emette suoni perché il motore è fermo. Quando si accelera si sente uno sbuffo, un rumore indescrivibile, tutto suo, sembra quasi un motore a due tempi, ma con frequenze bassissime. Il motore poi alla velocità massima fa appena 1500 giri, quindi un ulteriore vantaggio".

 

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Ossia fra la bombola e il motore c'è un piccolo motore benzina o diesel.

 

Ok.

Allora avevo ragione io già molti anni fa.

Impossibile che funzioni col solo motore ad aria.

 

Ibrida ha moltissimi vantaggi... ma siamo all' inizio e dubito sull' efficienza;

in ogni caso questa è una strada percorribile.

 

 

 

Mmors, torna ai miei post del 2009 ed ora, finalmente, capirai.

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Credete che la metteranno veramente in commercio ? Ho dei dubbi.

 

Secondo me finchè ci sarà petrolio, l'alto interesse (speculazione) economico metterà in un modo o nell'altro i bastoni tra le ruote.

 

Auto che non consumano un cazzo ce ne sono, ma chissà perchè, oltre il prototipo (funzionante) non si è mai andato.

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Di fatto questa vetturina andrà a petrolio.

 

Si ma aspè, il punto non è quello, ma è che di petrolio ne consumerà ben poco, stiamo parlando di 100 km con 1 €. Ora con un'autovettura a benza o nafta per fare 100 km ci vogliono 10 €, forse di più, io è una vita che non mi faccio più i conti per bene.

 

Immagina che ci facciamo tutti (o quasi) quella macchinetta. Immagini che "perdite" avrebbero tutti ? A partire dallo stato e finire ai petrolieri.

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Aspè... le cose non stanno così.

Guy Negrè con le bugie ha costruito un impero ed anche questa volta bisogna verificare bene le stronzate cose che dichiara.

Infatti io ho detto che il principio di fondo è valido ma sono stra-convinto che, al momento, sia ancora più conveniente la vettura comune, a scoppio, che non la sua macchinina.

 

Su Isle ci sta scritto.

In passato ho seguito, di persona, gli sviluppi della Eolo e di quella macchina ho visionato anche la singola rondella del motore e della vettura.

Risultato: una bufala.

Spiegai anche come sarebbe stato possibile giungere ad un compromesso valido su cui lavorarci sopra.

Ed infatti l' attuale Eolo ha seguito quel mio principio enunciato qui su Isle stessa

ma non chiedermi un link di quei post perchè per le mie capacità col "search" è chiedere troppo. :asd:

Ma son sicuro che mmorselli o qualcun altro saprebbe riesumare quei miei post.

 

Vado a spanne.

Riuscendo a sfruttare a dovere la fisica, e la meccanica, che sovraintende l' ibridosi avrebbero vantaggi solamente sui cicli urbani;

ed altresì non sarebbero così "munifici" come dichiarato dal cazzaro Negrè stesso.

In ogni caso sarebbe un inizio; un buon inizio.

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Divago.

Non c'è nulla di realmente "rivoluzionario" nel settore automobilistico.

 

Tutto ciò che concerne le automobili elettriche ha degli enormi limiti; direi insormontabili almeno per i prossimi secoli.

Pertanto tutte le ibridazioni con l' elettrico sono poco "rivoluzionarie".

Simpatiche, qualcosa la si risparmia, ma pur sempre di pochissima entità.

 

Gli ibridi endotermici/esotermici (ancora non esistono nemmeno dei prototipi circolanti) sono anche questi validi ma pur sempre di poca entità.

 

 

Non con questo dico che non esiste il vero concept "rivoluzionario".

Esiste, eccome se esiste, ed è già bello che pronto ma ciò che manca è tutto il retroterra.

Parlo dell' idrogeno da fonte alternativa e non minerale.

 

 

Capisci da te che la portata della cosa è veramente di portata colossale.

Ci vorrebbe, come prima cosa, un protocollo di intesa mondiale... e già qui la vedo durissima, se non impossibile.

Vuoi anche per la motivazione che hai detto tu stesso, Matt.

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Allora avevo ragione io già molti anni fa.

Impossibile che funzioni col solo motore ad aria.

 

Si, ma a questo ci era arrivato anche Negre, e chiunque avesse letto qual era il problema principale. Non ci voleva un genio, era scritto ovunque, anche nei post che abbiamo scritto qui. Il fatto è che Negre non ha detto "non si può", ma ha detto "secondo me è un problema che si risolve". Che il problema del congelamento si risolvesse scaldando l'aria era altrettanto palese, ma è trovare una soluzione tecnica efficace la parte difficile, e se ci sono voluti 5 anni per studiarne una, indubbiamente ha richiesto soluzioni non banali.

 

Solo l'auto grande pare comunque che avrà un motore termico a supporto, le piccole sembra abbiano solo il motore ad aria.

 

Negre è stato accusato di essere un truffatore che proponeva una cosa impossibile per tirar su finanziamenti. Se (e dico se) l'auto sarà come viene descritta e sarà un successo commerciale, avrà doppia soddisfazione.

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Credete che la metteranno veramente in commercio ? Ho dei dubbi. Secondo me finchè ci sarà petrolio, l'alto interesse (speculazione) economico metterà in un modo o nell'altro i bastoni tra le ruote. Auto che non consumano un cazzo ce ne sono, ma chissà perchè, oltre il prototipo (funzionante) non si è mai andato.

 

Perchè, le auto elettriche non ci sono in commercio? Il petrolio ha lo svantaggio che costa molto, ma ha il vantaggio di essere molto pratico, in 5 minuti carichi l'autonomia per fare 1000Km e la rete di distribuzione è imparagonabile a qualunque altra. Non c'è nessun complotto dei petrolieri, la gente compra le auto a benzina perchè le preferisce, perchè non hanno i limiti che le altre hanno.

 

Ciò non toglie che per alcune categorie è conveniente l'auto elettrica, e queste categorie vanno in una concessionaria, pagano, e ne portano a casa una, senza dover combattere con gli oscurantisti massonici.

 

Tra gli svantaggi dell'auto elettrica c'è il costo molto elevato delle batterie, che incide sul prezzo dell'auto. Mi frega poco un'auto che mi fa risparmiare 1000 euro / anno di carburante, se poi la pago 10.000 euro in più di un'auto comunque più pratica.

 

L'auto ad idrogeno ha problemi simili, ma amplificati, dato che ad oggi i costi sono circa 10 volte quelli per produrre un'auto elettrica. Frega nulla se fa 1000Km con un euro a questo punto.

 

Anche questa Airpod non sarà un'auto per tutti, ma solo per una categoria che può usarla senza sentirsi limitato. Chi la comprerà probabilmente avrà anche un'auto a benzina. Però il fatto che consumi poco e costi poco anche comprarla, gli da dei punti.

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